L’arte del Cioccolato di Guido Gobino

L’avventura nel cioccolato della famiglia Gobino inizia negli anni ’60 con papà Giuseppe. L’azienda si dedica ai prodotti locali come il Giandujotto. In laboratorio viene utilizzata la tecnica dell’estrusione che permette di ottenere giandujotti e tourinot come si faceva una volta, quando l’impasto veniva modellato a mano con apposite “coltelle”, spatole impiegate per il temperaggio del cioccolato.
Negli anni Guido Gobino ha iniziato a distinguersi per l’alta qualità e unicità dei suoi prodotti, come il cremino al sale marino con olio extra vergine di oliva che ha ottenuto il riconoscimento come “migliore pralina al mondo.”
Le dolcezze Gobino volano in alta quota con gli astronauti Paolo Nespoli e Luca Parmitano.
Da alcune stagioni le eccellenze italiane dello stile e della dolcezza, Giorgio Armani e Guido Gobino, si incontrano dando vita ad un lusso di gola.
Le botteghe Gobino site in quel di Torino e Milano sono prese in assalto dai palati raffinati grazie ai prodotti di nicchia come le fave di cacao provenienti da Venezuela, Ecuador, Tanzania e Messico, nocciole lgp delle Langhe e latte della filiera piemontese. Questi elementi hanno contribuito e contribuiscono il palmarès dell’artigiano del cioccolato Guido Gobino conosciuto in tutto il mondo.

 

 

1. Suo padre Giuseppe ha sempre respirato aria di cioccolato. Cosa le ha trasmesso?

Mio padre ha sempre portato a casa il profumo del cioccolato, e con questo la passione e la dedizione per il lavoro. Ha saputo sostenermi e consigliarmi e, ancora oggi, ogni qual volta mi trovo a dover prendere decisioni importanti, mi lascio guidare dai consigli preziosi che mi ha lasciato.

2. Qual è la ricetta giusta per un buon cioccolato?

Prima di tutto occorre selezionare le migliori materie prime, che non siano solo eccellenti per il palato, ma anche rispettose dell’ambiente e delle persone che le producono; esigo che siano di prossimità, provenienti dalla filiera agricola italiana, come le nocciole delle Langhe, lo zucchero italiano e il latte degli allevamenti alpini piemontesi; nel caso del cacao, selezioniamo piantagioni rispettose delle foreste, che mantengano la biodiversità e garantiscano l’assenza di lavoro minorile e un prezzo equo ai contadini. Gli ingredienti selezionati sono poi uniti con passione, con uno sguardo fisso sulla tradizione, ma avvalendosi dell’innovazione tecnologica e di una grande attenzione al design.

3. Come si esalta la cremosità di un cioccolato?

Sono diversi, in realtà, i passaggi in produzione che permettono di raggiungere la perfezione a cui io tendo. Innanzitutto non si può mai prescindere dall’eccellenza delle materie prime; a seguire, ogni dettaglio, ogni ricetta viene provata innumerevoli volte prima di essere approvata. Sono un maniaco della perfezione e ancora oggi, intervengo sulle ricette storiche per modificarne dei minimi dettagli.

4. Che sensazioni ha provato nell’aggiudicarsi la vincita del Golden Chocolate Award di Londra?

Senza dubbio ero davvero lieto di questo riconoscimento internazionale. Il cremino al sale è un cioccolatino iconico della mia gamma, rappresenta un equilibrio gustativo incredibile: la cremosità del gianduja, ingentilita dall’Olio Extra Vergine delle olive taggiasche, la croccantezza della granella delle Nocciole Tonde e Gentili delle Langhe, il granello di sale integrale di Cervia, che pulisce completamente la bocca e la rende pronta ad un nuovo assaggio.

5. Mi parli della sua collaborazione con il sig. Armani?

Ricordo ancora il momento in cui ricevetti la telefonata, in cui mi chiedevano se fossi interessato a curare la linea Dolci per Armani. Un privilegio assoluto. Il sig. Armani assaggia personalmente tutte le praline e ci restituisce un riscontro attento e preciso. Un palato esigente ed elegantissimo, che non smette di donarci spunti di riflessione.

6. La Pasqua è alle porte, che prodotti proporrà Guido Gobino ai suoi clienti?

La nostra Pasqua è da sempre identificata con l’inconfondibile design del N’uovo, un Uovo realizzato in occasione del Torino Design Capital del 2008. Ogni anno interpretiamo delle decorazioni uniche, realizzate interamente a mano, che rendono ogni esemplare un autentico pezzo unico.

 

7. Come immagina il futuro della fabbrica di cioccolato Gobino?

Auspico di proseguire ad offrire l’eccellenza del cioccolato, unito alla creatività, alla passione e di unire a questo una sempre crescente consapevolezza e riguardo nei confronti dell’ambiente. Il 2020 ci ha dimostrato come in un momento tutte le nostre certezze possono andare in frantumi in poco tempo e questo evento ha ribadito una volta di più quanto sia importante gestire responsabilmente questa Terra. A seguito di queste riflessioni abbiamo pubblicato di recente il nostro primo Bilancio di Sostenibilità, in cui abbiamo analizzato dettagliatamente il nostro impatto ambientale, ma anche economico e sociale e preso impegni formali di miglioramento per il futuro.

8. Cosa tramanderà alla new generation di casa Gobino, ovvero a suo figlio Pietro?

Certamente la passione, sono convinto che non possa esserci un prodotto di eccellenza se chi lo produce non è mosso da una passione reale per quello che fa. Questa è la vera caratteristica dell’artigianato italiano, che ci contraddistingue nel mondo.

9. Il buon intenditore di cioccolato da quale gusti di tavoletta Gobino non si separerà mai: gianduja, fondente al latte, praline, agrumi o cappuccino?

Esistono intenditori diversi in Paesi diversi: in Italia siamo più portati a credere che sia il fondente il vero ed unico cioccolato da intenditori, ma i Paesi Arabi, per esempio apprezzano enormemente il cioccolato al latte, il pubblico giapponese impazzisce per i nostri Tourinot. Mi auguro di continuare a portare nel mondo l’eccellenza del Made in Italy e a far conoscere la mia città, Torino, attraverso tutte le declinazioni del mio cioccolato.

 

 

 

 

Salvo Esposito

Produzione Riservata

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